Ritorno al passato

Tappa la bocca ad alunno con scotch

Genova, denunciata maestra elementare

Gli ha tappato la bocca con del nastro adesivo perché in classe era troppo vivace e chiacchierone. La sconcertante notizia arriva da Genova, dove una maestra di scuola elementare è stata denunciata alla polizia dai genitori della vittima, un bimbo di sei anni. La notizia è stata anticipata dal quotidiano genovese “Corriere Mercantile”. E sarebbe stata confermata dalle testimonianze di alcuni compagni di scuola del bambino.

La sconcertante denuncia del fatto è stata presentata dal padre del bambino presso il commissariato San Fruttuoso di Genova, dopo avere contattato i genitori di vari compagni di classe del figlio, che ha appena sei anni, e aver ricevuto conferma di quanto gli aveva riferito il piccolo.

Il fatto si è consumato in un’aula di una scuola elementare della Valbisagno, zona cittadina che corre lungo il torrente Bisagno e giunge fino in centro.

Sul fatto la polizia ha avviato un’indagine.

Gli ha tappato la bocca con del nastro adesivo perché in classe era troppo vivace e chiacchierone. La sconcertante notizia arriva da Genova, dove una maestra di scuola elementare è stata denunciata alla polizia dai genitori della vittima, un bimbo di sei anni. La notizia è stata anticipata dal quotidiano genovese “Corriere Mercantile”. E sarebbe stata confermata dalle testimonianze di alcuni compagni di scuola del bambino.

La sconcertante denuncia del fatto è stata presentata dal padre del bambino presso il commissariato San Fruttuoso di Genova, dopo avere contattato i genitori di vari compagni di classe del figlio, che ha appena sei anni, e aver ricevuto conferma di quanto gli aveva riferito il piccolo.

Il fatto si è consumato in un’aula di una scuola elementare della Valbisagno, zona cittadina che corre lungo il torrente Bisagno e giunge fino in centro.

Sul fatto la polizia ha avviato un’indagine.

Fonte Tgcom 21 feb 2008

Spesso ho sentito raccontare dai miei coetanei, e da persone più vecchie di me, aneddoti sui metodi  che alcuni insegnanti usavano per disciplinare gli alunni. Il comportamento in classe, stare attenti durante la lezione, fare i compiti, erano tutte regole fondamentali da seguire, così importanti da consentire ai maestri o ai professori di usare le famose bacchette di legno, con cui colpire le mani ogni qual volta ritenessero necessario intervenire severamente. In alcuni casi arrivavano a dare persino qualche sonoro scappellotto o a lanciare svariati oggetti di cancelleria che raramente mancavano il bersaglio. Poi per i più indisciplinati scattavano le punizioni mettendo, per esempio, i più discoli con il viso rivolto agli angoli dei muri e spalle ai compagni divertiti. Anche ai miei tempi era frequente mandare fuori dall’aula gli alunni che disturbavano e poi c’erano note e sospensioni molto facili.  Oggi, per fortuna, questi metodi sono passibili di denuncia. Personalmente credo che bisogna rispettare ed aiutare anche i ragazzi più irrequieti perchè è dovere di un insegnante cercare di comprendere cosa rende un ragazzo nervoso.  Ci sono ragazzi che vivono a nostra insaputa delle situazioni difficili. La famiglia a volte ha delle responsabilità indirette sulla serenità dei ragazzi, per molteplici motivi: ci possono essere  problemi economici in famiglia, carenze affettive, separazioni, problemi di salute e molte altre situazioni che possono destabilizzare l’equilibrio e la serentità di bambini ed adolescenti.

Se poi ci mettiamo anche noi insegnanti ad umiliare o a creare insicurezze ai ragazzi allora non facciamo altro che peggiorare la situazione.
Per esperienza personale, so che spesso genitori e mass media tendono ad ingigantire fatti e notizie, pertanto voglio sperare che quanto riportato dai giornali sia vero solo in parte.  Dobbiamo comunque considerare  che se è vero che gli alunni possono vivere delle situazioni familiari o personali difficili, lo stesso vale per gli insegnanti ai quali può capitare di sbagliare. Credo che se capitasse a me, parlerei con la maestra e con il direttore della scuola per chiarire quanto avvenuto e per far sì che non si ripeta più con nessuno.

Inoltre parlerei anche con i genitori degli altri bambini per capire se è un fatto isolato oppure se appartiene ai metodi che l’insegnante usa abitualmente per tenere la classe in silenzio.

In ogni caso è mia opinione che queste notizie vadano ridimensionate e seguite con attenzione dal dirigente scolasticoe da chi di dovere.
Comunque, come sempre, non sapremo mai l’esatta verità di ciò che realmente è avvenuto! 

1 commento

  1. Il temrine disciplina è diventato un tabù assoluto a scuola e nella società in genere.
    Senza disciplina (quindi limiti e sanzioni, il rischio di superarli) non c’è trasgressione.
    I limiti e il farli rispettare sono la palestra della vita.
    Il corpo della società non ha più mdo di esercitarsi. Stiamo diventando delle amebe. Paradossalmente ciò che manca per avere dei ragazzi e futuri uomini e donne con contropalle e controvaie, respons-abili, adulti vitali, curiosi, aperti, manca la disciplina.


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