Pedofilia, il docente condannato oggi in classe

Pedofilia, il docente condannato oggi in classe
La pornoprof: è una vergogna, io invece sto a casa

PORDENONE (23 febbraio) – «È una vergogna»: la pornoprof di Pordenone sale in cattedra e accusa la decisione del giudice di Aosta di riammetere a scuola il docente accusato di pedopornografia su internet. «Chi è condannato per pedofilia, usando perfino i computer della scuola – ha detto Anna Ciriani – torna in classe e io, che non sono stata mai nemmeno indagata e ho sempre tenuto comportamenti irreprensibili in aula, sono a casa da tre mesi in sospensione cautelare e non so ancora quale sanzione mi sarà comminata». «Come possono esserci simili disparità – ha aggiunto la professoressa – il Giudice del Lavoro di Pordenone, per comportamenti leciti, seppur trasgressivi, tenuti nella mia vita privata, ha rigettato il ricorso di una persona come me, ricca di valori, sensibile e professionalmente irreprensibile, mentre il suo collega valdostano ha deciso di far rientrare in classe un uomo accusato di un simile terribile reato».

Il professore incriminato in classe Si è presentato questa mattina regolarmente nella scuola media della bassa Valle d’Aosta e ha tenuto un’ora di lezione a una classe terza. Un giorno di lavoro come tanti oggi, il secondo dopo il suo reintegro, per l’insegnante valdostano di musica, M.F., 45 anni, condannato in primo grado per diffusione, divulgazione e pubblicizzazione di materiale pedopornografico. Gli alunni del docente erano tutti presenti, così come i colleghi in servizio oggi. Ancora oggi la responsabile dell’istituto ha avuto numerosi colloqui con genitori e ragazzi: «Sto spiegando con la massima chiarezza le ragioni della situazione».

Il caso al Csm Potrebbe finire all’attenzione del Csm il caso del professore. «Solleciterò tutte le iniziative opportune- annuncia il consigliere del Csm Fabio Roia, componente della Prima Commissione del Csm, che si occupa dei trasferimenti d’ufficio per incompatibilità dei magistrati- Il Csm ha il dovere di vederci chiaro, per la credibilità della funzione giudiziaria, soprattutto in una fase delicata come questa». Obiettivo dell’intervento di Palazzo dei marescialli, secondo Roia, dovrebbe essere non un controllo sul merito del provvedimento, che il Csm non può fare, ma una verifica sulle «regole procedimentali seguite».

Regione valuta il distacco In seguito alla sentenza la Regione ha dovuto dar corso al reintegro in servizio del docente, «nonostante la nostra volontà – ribadisce l’assessore Laurent Vierin – di aspettare la conclusione giudiziaria della vicenda». Un eventuale trasferimento del professore può però avvenire esclusivamente con il suo consenso e nel caso specifico, come precisa il presidente della Regione, Luciano Caveri, «non si tratta di mobilità ma di un distacco». Caveri ricorda, infatti, che nel 1975 quando il personale docente fu trasferito alla Regione lo
stesso ha mantenuto lo status giuridico dei dipendenti dello Stato ed è a quelle regole che la Regione deve attenersi. Nei prossimi giorni il professore potrebbe già ricevere la proposta di distacco presso un dipartimento dell’Amministrazione regionale.

Fonte: “Il Messaggero” del 23 febbraio 2008

4 commenti

  1. Anna sono con te, è davvero una VERGOGNA lui è tornato ad insegnare nonostante avesse fatto un fatto grave e te no, non ho parole, povera italia

  2. Il prof pedofilo è un maschio e in questa società di merda viene accettato mentre Anna è una donna e in quanto tale ci sono ancora dei pregiudizi. Ringraziamo il “Signore” che è italiana perchè se fosse stata araba sarebbe stata già lapidata!

  3. L’argomento è molto complesso. La riammissione di quel professore è un atto di pura follia, ingiustificabile anche dalla sua situazione economica. La via che gli si deve dare è quella di riqualificarsi, come tutti queli che falliscono la propria meta, e cercarsi un altro lavoro. L’incompatibilità di lavorare con persone indifese e minori è evidete, ed il disagio di questi alunni può causare loro problemi indipendentemente dalla rettitudine del prof. Io ritengo cmq che chi è stato pedofilo (condannato) ha un problema serio nel quale rischia sicuramente di ricadere, creando a sua volta nuovi carnefici. Io lo dico perchè ho subito una molestia, pur non grave, da un prf. a 12 anni, e me la porto dentro tutt’oggi. Devo ringraziare la mia debolezza (non infatti svenuto in tempo) se la cosa all’epoca non è stata più grave, ma l’ho agata sullla mia pelle. Oggi che ho figli, posso dire che ho dei segni lievi di quel fatto, ma grazie a Dio non ho mai avuto la tentazione di rivalermi e di diventare un carnefice a mia volta. Vi dico però che se lo trovassi ora quel prof., avrei della rabbia da fargli sentire.
    Quanto al tuo caso Anna, lasciami dire che verrà naturale il non essere accettata, perchè spesso si ha paura di quel che non si conosce o non si può conoscere. La tua è una sfida coraggiosa, in nome della libertà, ma non aspettarti divincerla su tutti i fronti. Ci sono centri di potere che non ti ammetterano mai per come sei e per quello che sei, perchè ciò implicherebbe una rivoluzione talmente forte da far vacillare dei capisaldi di potere, e non credo che siano in molti disponibili a farlo.

  4. Ciao Anna, da qui si capisce in che razza di Italia viviamo…
    Da una parte stai bene a dall’altra non ci puoi stare… tutto dipende da chi ha il potere in quel momento, con quale logica poi…


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