QUANDO IL SUICIDIO INSEGNA A CHI NON VUOL CAPIRE!

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Proprio ieri ho pubblicato un lungo articolo in cui mi schieravo a favore dell’eutanasia e oggi leggo su tgcom che Chantal Sebire, la donna di 52 anni malata di cancro si è suicidata!

Lo Stato Francese le aveva rifiutato, pochi giorni or sono,  la sua richiesta di eutanasia attiva e lei ha fatto tutto da sola.

Ecco fatto, questa è l’ennesima sconfitta della società civile ed evoluta. Lo Stato e la legislatura non sempre possono comprendere il fattore umano ed è per questo che ieri sottolineavo la necissità di leggi più sensibili alla sofferenza umana e commissioni di esperti che possano deliberare a favore o a sfavore dell’eutanasia valutando attentamente e rapidamente ogni singolo caso.

In questa triste e drammatica vicenda c’è solo un aspetto positivo: la povera Chantal Sebire ha smesso di soffrire e con lei le persone che l’amavano.

Ha scelto di andarsene in silenzio, prima dell’arrivo della primavera. Per questo motivo le dedico questi fiori di campo che non potrà più vedere.

Riposa in pace Sebire e speriamo che il tuo gesto serva a far ricredere coloro che condannano l’eutanasia a favore della sofferenza e della non-vita.

Ieri titolavo nel mio ultimo post che presagiva la sua tragica decisione: “Meglio l’eutanasia o l’atroce sofferenza?” La brava e intelligente Chantal mi ha dato la risposta: “Meglio il suicidio!”

Chiese eutanasia: trovata morta Francia, donna era sfigurata da tumore Con il volto orribilmente sfigurato da un tumore, aveva chiesto invano alla giustizia francese di poter ricorrere all’eutanasia: mercoledì sera Chantal Sebire, 52 anni, è stata trovata morta nella sua abitazione a Parigi. Negli ultimi giorni la vicenda della donna aveva sollevato un nuovo dibattito sull’eutanasia in Francia, dove una legge del 2005 stabilisce il diritto di lasciarsi morire ma non quello all’eutanasia attiva. Il decesso di Chantal Sebire è stato annunciato dal sito internet di un quotidiano parigino e confermato da fonti del governo francese. Le cause della morte “sono ancora da determinare”.

 Fonte tgcom 20 marzo 2008

1 commento

  1. Chantal è una donna da ammirare e rispettare per la sua decisione la sua battaglia ed il coraggio che ha avuto ad affrontare la sua malattia. purtroppo in questo mondo di falsie moralità una persona che soffre non può morire degnamente. anna mi aggiungo al tuo ricordo ed al pensiero floreale. ciao e grazie


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