IL DOPO ELEZIONI…E ORA? RIPARTIAMO DALL’ESSERE UMANO!

Le elezioni si sono da poco concluse e hanno decretato vinti e vincitori!

Per certo il comunismo e la sinistra hanno perso molti sostenitori e voti. Ora inizieranno i voltafaccia e i tradimenti di coloro che pensano a non perdere determinati privilegi, perché sorretti da opportunismo e falsità. Ovvio che questo tipo di atteggiamento è sempre esistito nella storia e nella politica, pertanto non sarà una novità sentire persone dichiararsi deluse dal loro partito e assistere a vergognosi e indegni cambi di direzione ideologica. 

Comunque, al di là di queste ovvie considerazioni, cosa succederà ora e quali saranno le cose più urgenti da risolvere?

Personalmente sono anni che asserisco un concetto semplice e apolitico: I problemi che un Paese come l’Italia deve risolvere, sono gli stessi a prescindere dagli orientamenti politici delle varie fazioni; ne sono la prova i programmi di governo che avevano più o meno la stessa direzione e gli stessi obiettivi.

Da normale, umile e patriottica cittadina vorrei che in Italia cambiassero molte cose! Ovviamente bisogna andare per gradi e priorità!  Nessuno ha la bacchetta magica e ci vorranno anni prima di dare una nuova identità al Paese, moderna, vincente, sociale, economica e imprenditoriale. La nostra Italia, è stata umiliata dai dati, dalle statistiche e dai Paesi aderenti alla Comunità Europea che ci hanno surclassato in tutto.

Detto questo, ritengo che sia proprio la scuola il luogo dove bisogna investire di più! Il nuovo Presidente del Consiglio, da appassionato di calcio qual è, sa quanto siano importanti i vivai giovanili delle squadre che competono ai massimi livelli. La stessa cosa deve avvenire con la scuola. Devono riformarla in modo da rendere la scuola un luogo formativo sotto il profilo culturale, professionale e imprenditoriale. Gli italiani, si sono sempre ben distinti nella storia. I nostri connazionali hanno ottenuto grandi imprese storiche, sociali ed economiche. Oggi la nostra nazione barcolla sotto i colpi di un’economia globalizzata e sente il fiato sul collo della dura supervisione dell’Unione Europea che fissa dei parametri che pendono come una spada di damocle sulle nostre teste.

Del resto, sono convinta che noi italiani abbiamo davvero 1000 vite e 1000 risorse, ma è altrettanto vero che siamo tra i primi al mondo quando si tratta di complicarci la vita e a rendere difficili le cose facili.

Per fortuna ci sono rimasti il colpo di coda vincente e la genialità!

Quanti di voi ritengono che la giustizia non sia un problema in Italia? Chi di voi può dichiararsi soddisfatto quando si percepisce il senso di ingiustizia nelle assoluzioni per decorrenza dei termini? Avete visto anche voi quanti colpevoli la fanno franca o quanti innocenti pagano pesantemente? Quando sentiamo parlare di stragi in auto e i responsabili sono a piede libero non pensate che le pene siano poco severe? Io a volte resto allibita!

Sono convinta che la legislatura vada rivoluzionata con leggi più severe. Non è un caso che in Italia vi sia un detto che dice: Fatta la legge trovato l’inganno!” .

Avrei molte cose da dire anche sulla privacy, che ha inizato a sparire nel momento in cui è stata introdotta la legge. Spesso sentiamo parlare di diritto di cronaca e d’informazione. L’informazione e i media hanno il potere di santificare un essere umano o di distruggerlo. Da quando si parla di privacy sono state installate videocamere ovunque e la nostra vita è supercontrollata da cellulari, tabulati, pagamenti elettronici, fidelizzazioni, i nostri dati venduti per operazioni commerciali e, tante altre cose, che se ci soffermiano a ragionare, ci faranno notare che la parola privacy è in realtà uno dei più grandi bluff esistenti nella società moderna.

Oggi, sanno tutto di noi anche se poi, stranamente, quando avvengono degli omicidi, il colpevole non è mai certo! I RIS nonostante gli avanzati mezzi scientifici di ricerca, dna e quant’altro spesso non riescono a incastrare o a trovare il responsabile di un delitto. Mi vengono in mente Cogne o i bambini di Gravina tanto per citare due casi. Mah…i media e la giustizia italiana sono davvero una grande accoppiata!

Quanti di voi pensano che la sanità non sia un problema in Italia? Un amico qualche giorno fa mi ha detto: Sai sono andato dal dentista e mi ha devitalizzato il dente sbagliato!”. Questo è un esempio di quello che succede senza parlare di cose gravi, di ospedali, terapie del dolore o industrie farmaceutiche.

E le morti bianche? E le pensioni o gli stipendi inadeguati? E i trasporti? E l’inefficienza di molti dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni che se fossero lavoratori privati sarebbero a casa da un pezzo?

Quanti di voi pensano che l’ambiente non sia un problema? Ma è possibile che non possiamo tutelare la nostra salute e quella dei nostri figli nonostante, sappiamo tutti benissimo, i danni che provoca l’inquinamento?

La gente si ammala e muore perchè la nostra stessa esistenza è inquinata geneticamente. L’evoluzione della specie è questa? Guardate le nuove generazioni: telefonini, computer, playstation, mp3. Siamo nell’era della tecnologia, del virtuale e stiamo perdendo il piacere di vivere all’aria aperta, in mezzo alla natura. Il gusto di conversare piacevolmente, di veder giocare i nostri figli unicamente usando la fantasia. Spesso nei miei viaggi mi sorprendo, quando vedo nei paesi più poveri i bimbi felici che giocano affidandosi unicamente al loro ingegno e non a quello di ricchi imprenditori del settore ludico. La nostra logica si sta sempre di più sviluppando ed evolvendo a sfavore della creatività e della fantasia. Stiamo perdendo i nostri desideri per trovare le nostre certezze!  Ma è un bene questo?

Ci dichiariamo tutti più poveri, in bolletta e poi in ogni famiglia ci sono 2 automobili, un numero imprecisato di telefonini, tv lcd, computer con linea adsl e molte altre cose che ci hanno fato credere indispensabili per un’esistenza normale. Non è così! Mi ritengo una donna di grande personalità, trasgressiva sotto alcuni aspetti, ma onesta e piena di valori, anche se spesso io stessa mi lascio condizionare dal sistema so che questa non è la strada giusta per migliorare le cose!

Credo che i giovani abbiamo bisogno di riscoprire quei valori che un tempo avevano i nostri genitori, i nostri nonni e le generazioni prima. Quei valori che ci fanno riflettere, meditare, che ci fanno rendere le cose semplici e che ci spingono ad aiutare e rispettare le persone che hanno bisogno di noi. L’educazione di un tempo dov’è finità? Il rispetto verso tutto ciò che esiste che fine ha fatto? Perchè oggi regna imperante nell’individuo l’egoismo e la diffidenza? Esiste ancora l’onestà? E’ possibile essere sinceri con le altre persone o dobbiamo sempre indossare una maschera e stamparci un finto sorriso, quando la situazione lo richiede e togliercela per parlare male, quando non ce n’è più bisogno?

Poco tempo fa un giovane predicatore ecumenico mi fece un’osservazione interessante. Mi disse: “Vedi, i primi due comandamenti della Bibbia racchiudono tutti gli altri 8 e implicano come dovrebbe vivere una persona”.

Io aggiungo che se una persona rispetta tutto ciò che esiste, automaticamente, fa funzionare meglio il mondo e contribuisce all’evoluzione sociale.

Ricominciamo dai valori e dai giovani, togliendo loro l’inutilità delle cose che, noi adulti,  gli abbiamo dato; riconduciamoli sulla strada del sorriso, della speranza e della fantasia e perchè no, della fede!

Vogliamo una società, un’esistenza e un mondo migliore? Ripartiamo dall’essere umano e tutto ne trarrà giovamento!

Prof.ssa Anna Ciriani

 

1 commento

  1. Anna,
    mi sento di dire che è un discorso molto complesso quello che affronti. Naturalmente siamo in momento storico piuttosto particolare – e non è arrestabile perché sappiamo benissimo che ci sono troppi interessi politico-economici dietro. E l’individuo chi se ne frega?
    Se davvero importasse dell’individuo, la forza principale che è ancora quella mediatica non andrebbe bella direzione dei format amercani che ci propinano.

    Poi c’è un altro discorso da fare, che se fino agli anni ’70 circa, il progresso aveva una velocità, ora è tutto talmente accelerato che prima le generazioni potevano accorgersi delle differenze, ora pure i giovani- giovani fanno fatica a stare dietro a questi cambiamenti tanto sono rapidi- cambiamento che – da una parte portano all’estremo individualismo (mancanza di un senso REALE collettivo) dall’altra in paradosso all’omologazione estrema – della forma che – inevitabilmente condiziona l’essenza – i creando una specie di global emozionale, perché tutti devono corrispondere alle stesse esigenze, però stando bene attenti che uno è uno – e uno deve essere il meglio tanto quanto tutti gli altri in questo essere identici e differenziati all’interno di questi stimoli culturali indotti).

    E poi la mancanza di senso di colpa. Ovvero, più i rapporti vanno nel senso del virtuale, più viene a mancare uno stimolo di altri parametri – che prima nel reale erano inevitabili. Perché prima di dire fare certe cose, ad un vicino di casa, o considerando il vicino di casa, uno ci pensava bene a dire fare, ora siamo tutti vicini di mondo, ma sappiamo che chiudendo il computer abbiamo il sogno di decidere di fare scomparire dalla faccia della terra chi vogliamo o chi no. Ma poi ovviamente il discorso non si ferma qui.

    Consiglio a chi è interessato all’argomento un libro bellissimo “L’era dell’accesso” J.Rifkin

    io sono sempre per al diffusone del nascosto del dimenticato – perché oggi, io mi chiedo cosa avranno da ricordare, se non i ricordo di altri.
    O si riesce ad essere eremiti, ma davvero, o si è del gatto. Per quanta consapevolezza di può avere addosso


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