Le armi di distruzione sociale e della libertà

LE ARMI DI DISTRUZIONE SOCIALE E DELLA LIBERTA’

Alcuni giorni fa la mia attenzione fu attratta da una notizia che a molti passò, probabilmente, inosservata.
Il contenuto della notizia non trattava la politica, lo sport, la cronaca nera, i terremoti, gli uragani e nemmeno i gossip! Raccontava solamente un fatto curioso di una tribù di indios scoperta in Brasile che mai aveva avuto contatti con il mondo esterno. Una di quelle tribù che vivono ancora come 1000 anni fa e che non conoscono nulla del progesso e della civiltà. Pare che durante una ricognizione perlustrativa della zona, a bordo di un piccolo aereo da turismo che volava a bassa quota, degli indios, vedendo girare sopra le loro teste il veivolo, abbiano tentato di abbatterlo con archi e frecce. Insomma una scena degna del miglior film di “Indiana Jones”, ma allo stesso tempo una scena che deve farci riflettere.
Io, per un momento, ho pensato che mi piacerebbe vivere un’esperienza con loro, provare nuove e ataviche emozioni, come non avere un frigo a portata di mano o un cellulare per comunicare. No, nemmeno elettricità ma solo il sole e le tenebre. Nessuna paura di schianti in auto, ma solo il pericolo della natura! Niente denaro e tecnologia, ma solo libertà e vita. Pensando a loro sorridevo ricordando “L’Isola dei Famosi”, che inquietava i concorrenti per le condizioni avverse di sopravvivenza alle quali erano costretti! Condizioni avverse ma con medici e medicine a portata di mano, condizioni avverse con la consapevolezza di poter interrompere la propria cura dimagrante in qualunque momento.
Gli uomini di quella tribù, ultimi e veri esseri umani che hanno ancora un legame primordiale con la terra e la natura, potrebbero ricondurci sul corretto modo di vivere, insegnare ai nostri giovani a socializzare come fanno loro, riunendosi al tramonto per confrontarsi vicino al fuoco, parlare e raccontare episodi di vita o leggende antiche quanto il mondo.
Il progresso, la tecnologia, internet sono solo delle armi di distruzione sociale.
Nessun rimedio finché non ci sarà una di quelle catastrofi che spazzerà via la nostra presunzione e quella di chi ci governa, che ha permesso tutto questo trascinandoci nel vortice della solitudine.
La vertià è questa! Siamo tutti molto più soli e non sappiamo più esattamente cosa vogliamo!
Vaghiamo come dannati alla ricerca di qualcosa che non comprendiamo! Nemmeno l’amore ci soddisfa più come un tempo!
Non c’è più onestà e sincerità! Siamo finti e non conosciamo nemmeno i nostri figli come i nostri figli non conoscono noi.
La globalizzazione è la schiavitù del 3° millennio! L’Africa abbandonata al suo destino, i Paesi poveri sfruttati e schiavizzati per produrre a costi sempre più bassi e garantire sempre maggiori guadagni a delle multinazionali che con il loro potere economico determinano anche quello politico.
Il petrolio, inarrestabile nei suoi rincari e nel devastare il mondo con i suoi agenti inquinanti, arricchisce persone senza scrupoli, che dominano con la loro presunzione e arroganza chi tenta di contrattare con loro, ben consci che tra pochi anni la produzione del greggio si esaurirà.
Società alienata e stressata, insicura e triste, esaurita ed esasperata dal miraggio della ricchezza che rende felici.
La ricchezza spetta a pochi eletti, che sanno perfettamente come sfruttarci e come renderci schiavi.
Consumismo, globalizzazione e informazione hanno atrofizzato il nostro desiderio di ribellione, ingannandoci con una libertà apparente. Fanno bene a proibire internet e molte cose del consumismo in alcuni Paesi Islamici.
Un tempo non capivo, poi mi sono resa conto che le motivazioni erano solide. La loro repressione sociale non è molto differente dalla nostra! Internet dovrebbe esistere solo per dare conoscenza in ambiti costruttivi, culturali e scientifici! Al limite può essere un valido strumento per inviare documenti e messaggi, ma nulla di più. Pensate solo alla pornografia o alla possibilità di poter reperire informazioni per fare del male (come costruire ordigni esplosivi ad esempio). Il web può essere utilizzato anche per minacciare o diffamare qualcuno, per non parlare degli incontrollabili peer to peer o programmi utilizzati per scambiare dati e files.
Io imporrei delle censure che rispettino la “vera” privacy della persona e riconducano in fretta alla dimensione umana. Io voglio sapere chi è la persona che mi spedisce una email, allo stesso modo di chi è la persona che mi spedisce una lettera.
Io vorrei parlare a voce con la gente e averla vicino e guardarla negli occhi. Io non voglio avere satelliti e telecamere puntate contro di me e non voglio essere controllata. Non vorrei avere nemmeno una carta di credito per sopravvivere a un viaggio ma solo denaro contante!

Del resto questo è il “sistema” e indietro non si torna!
Oggi se dimentichiamo il cellulare a casa ci sembra di aver compromesso la giornata. Eppure basta andare indietro di vent’anni per ricordare com’era facile “sopravvivere” senza un telefonino.
Mi batterò per proporre la giornata mondiale senza cellulare. Anzi promuovo da subito una data: il 1° gennaio di ogni anno!
Mi piacerebbe che un po’ del progresso fatto facesse dei passi indietro! Desidero vedere i miei figli giocare come facevamo noi trent’anni fa, senza playstation o marchingegni elettronici, ma con la fantasia e la manualità l’abilità fisica o la furbizia. Vorrei vederli leggere un buon libro anziché saperli attaccati alla tv ipnotizzati dalla violenza o dallo humor deviante.
Voglio lasciar fuori la politica che ha già troppi probemi di suo per essere tirata in ballo in una riflessione che non porterebbe da nessuna parte, anche se una cosa vorrei esprimerla: spero che i politici comprendano l’importanza dei valori e dell’ambiente e si adoperino per promuovere e realizzare un progresso civico e scientifico a scapito di un progresso tecnologico ed economico, dal quale solo una catastrofe planetaria potrebbe liberarci!
Gli uomini di quella tribù non si renderanno mai conto di essere gli ultimi esseri umani del pianeta a vivere e morire da uomini liberi!

Prof.ssa Anna Ciriani

VI INVITO A GUARDARE IL FILM “INTO THE WILD” E SPERO

CHE VI FACCIA RIFLETTERE COME HA FATTO RIFLETTERE ME!

 

1 commento

  1. Ci sono molte realtà nel mondo più vicine a quegli indios che a noi
    In molti paesi dell’africa sub-sahariana si vive con 10 litri di acqua al giorno per persona, piu o meno l’acqua che usiamo per lavarci le mani.
    Sono differenti realtà, ne migliori ne peggiori.
    Purtroppo noi siamo abituati a vedere le cose solo dal nostro punto di vista


Comments RSS TrackBack Identifier URI

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...